Etimologia del nome "Caccavone"
L’origine del nome “Caccavone”,
secondo gli studi storici di F. Moauro, non può
essere semplicemente ricondotta al recipiente campeggiante
nello stemma comunale (il caccavo [FOTO]); né
ricondursi alla configurazione del colle su cui poggia
l’abitato, a guisa di nave; né può
essere derivata dalla fabbricazione dei caccavi da parte
dei contadini che, secondo l’etimologia latina,
viene da caccabus (pignatta, paiolo dove si cuocevano
i cibi). |
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Esiste una denominazione più antica che è
quella di “Cucumone”, citata nella concessione
al conte Randisio V. Questo fatto sta ad indicare che il luogo
era abitato, in età più lontane, da gente dedita
alla pastorizia, e di conseguenza alla coagulazione del latte,
che si faceva prima nelle “cucume” di terra cotta,
quindi nei “caccavi”.
Viceversa, a sostegno dell’ipotesi che il nome Caccavone
derivi dal greco Kakkabos, e quindi da Kakkabé (paiolo,
marmitta, pentola), il prof. G. CIOCCHI sostiene che i Sanniti,
dopo aver conosciuto i metalli presso i popoli mediterranei,
se ne servirono soprattutto per la lavorazione del latte,
fabbricando paioli di rame, dove lo facevano bollire. In questo
modo il nome Caccavone indicava il luogo dove si fabbricavano
le Kakkabé.
Cambiamento del nome: da Caccavone a Poggio Sannita
Il 20 febbraio 1921 il Consiglio Comunale di Caccavone approva
la storica delibera secondo la quale, poiché il nome
del comune ricorda nella prima parte una cosa che disgusta,
e nella seconda un accrescitivo “che riempie la bocca
e gli orecchi”, suscitando il riso e la derisione della
gente, questo viene cambiato in “Vinoli”, secondo
i prodotti tipici locali.
Ma il 3 luglio 1921 lo stesso Consiglio Comunale ritorna
sulla questione, e giudicando non sufficientemente caratterizzante
il nuovo nome, considerando che nel territorio comunale vi
era stata la presenza di accampamenti Sanniti, approva una
nuova delibera con cui il nome del Comune viene cambiato in
Poggio Sannita. Il 15 gennaio 1922, un Regio Decreto su proposta
del Ministero dell’Interno, recepisce la delibera del
Consiglio Comunale e cambia la denominazione del Comune.